UN PO' DI STORIA La città di Francavilla Fontana è posta ad ovest nella Pianura di Brindisi al limitare della provincia con quella di Taranto; a nord le ultime propaggini delle Murge (Collina di Brindisi). Il toponimo è oramai accertato rivenga dalla traduzione italiana dal francese "franc ville" nel suo significato di città esente da tributi o balzelli ed anche nell’accezione di sincera e leale. La prima e più importante motivazione, deriva dalla considerazione che il Regno di Napoli nel XIV secolo concesse al casale esistente notevoli franchigie e privilegi, al fine di permetterne una rapida crescita in senso economico e di abitanti, dopo un notevole periodo di abbandono e saccheggi. L’aggettivo "franc" inoltre può derivare dal fatto che, per intercessione dell’angioino principe di Taranto Filippo, fratello del Re di Napoli Roberto, il 5 maggio 1336 il casale di Francavilla fu donato, per i servigi resi e per la lealtà alla Corona, agli eredi di Guglielmo de Nantolio. Per il completamento del toponimo bisogna riferirsi ad un avvenimento, accaduto il 14 settembre 1310, sempre nell’epoca citata, al nominato principe Filippo, il quale durante una battuta di caccia nella "silva oritana" rinvenne sulla parete di una cripta basiliana, l’immagine sacra della Vergine nei pressi di un fonte alla quale si abbeverava un cervo, inconsapevole guida ed obiettivo delle frecce angioine. L’immagine fu detta della Madonna della Fontana e di qui la dedicazione.

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Chiesa dello Spirito Santo: vista da Porta Cappuccini foto T. D'Ambrosio
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La città fu fondata comunque sul sito già occupato da un importante centro messapico, del quale si sono riscontrate in più occasioni ampie testimonianze e specialmente le necropoli sviluppate maggiormente a nord-ovest e sud-est dell’abitato. L’insediamento antico è testimoniato anche da ritrovamenti romano-bizantini, specialmente nella zona a nord-ovest dei Cappuccini. I de Nantolio, che nel tempo mutarono il nome fino al definitivo "degli Antoglietta", furono, come si arguisce, i primi feudatari di Francavilla in un periodo molto incerto per le lotte dinastiche e le invasioni, cosa che portò il Principe ad autorizzare i feudatari alla costruzione di difese fuori terra (da cui il titolo di "Terra") come torri, mura, fossati al fine di rendere sicuro il sito e raggiungere l’obiettivo dell’incremento demografico. Tal cosa puntualmente accadde, tanto che il vecchio casale divenne sede dell’Università, progredendo notevolmente dal punto di vista socio-economico e divenendo oggetto dei desideri dei Del Balzo Orsini che nel 1455 ne acquistarono il feudo. A loro prestigio fecero nuove e più moderne mura, dotarono il sistema di un ampio castello, il tutto a spese della popolazione oppressa e vessata.

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Palazzo dei Procuratori: particolare del balcone foto A. Rodia
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Alla morte di Giovanni Antonio Orsini furono ristabilite libertà e benefici a cura dei nuovi feudatari, i Bonifacio, sotto i quali fu ideato e terminato il "Burgo Grande" che costituì l’inizio della Francavilla rinascimentale. L’espressione più alta dei Bonifacio fu Giovan Bernardino morto esule ed in odore di eresia nel 1594. Il feudo giunse, in maniera non ben chiara e poco documentata, nel 1562 al conte Federico Borromeo ed a seguire, al Cardinale Carlo (futuro S. Carlo), il quale pur non avendo mai visitato il suo feudo, influì non poco allo sviluppo degli ordini monastici con la relativa costruzione di conventi e scuole pubbliche. Il 1579 è un fausto anno per il futuro di Francavilla, perchè fecero la loro apparizione nel destino della città, gli Imperiali con il marchese Davide, felice rampollo di una famiglia che si era meritata sul campo di battaglia e nei secoli, il titolo-cognome di Imperiali e lo stemma, un’aquila, per i discendenti. Il giovanissimo Davide acquistò il feudo in tutta la sua interezza, compresi Oria e Manduria, senza i vincoli e limitazioni che erano normali per l’epoca, per cui fu davvero il più potente feudatario del circondario. Il figlio Michele che gli succedette, abitò il castello marchesale, e come tutti gli altri discendenti ed i componenti a latere della famiglia, fu uomo di ampissime vedute culturali, religiose ed economiche; tanto che da Filippo II di Spagna fu concesso il diritto di fregiarsi del titolo di Principe. Il casato diede alla Chiesa di Roma anche il Cardinale Lorenzo Imperiali e Giuseppe Renato che fu sul punto di essere eletto Pontefice; un consanguineo Francesco Maria Imperiali fu eletto Doge di Genova, patria di origine della Famiglia, intorno al 1730. Nel 1782 con la morte di Michele IV Imperiali, terminò un’epoca che vide fasti e successi della famiglia che per lungimiranza di governo e modelli sociali fu artefice del benessere del popolo francavillese. Re Ferdinando IV di Napoli concesse nel 1788 il titolo di città a Francavilla Fontana che nel frattempo era passata sotto il diretto dominio dello Stato, avendo il marchese di Latiano, erede indiretto del feudo, rinunciato al titolo di feudatario. Gli effetti della Rivoluzione Francese, le idee libertarie e tutto ciò che in quegli anni si muoveva, provocò una vera e propria frattura nel tessuto sociale della Città che vide sanguinosi scontri ed orrende faide di cui la più ricordata è quella che vide vittima, l’11 febbraio del 1799, un seguace giacobino della Repubblica Partenopea, tal Nicola Semeraro, martoriato ed ucciso ai piedi dell’Albero della Libertà dallo stesso issato in piazza Grande. Il secolo XIX, vide come del resto in tutto il Mezzogiorno, la piaga del brigantaggio e l’adesione a varie sette di rappresentanti francavillesi. La Massoneria fu ben rappresentata, si aprì la prima "vendita" Carbonara "Nuova Rudiae" alla quale fece seguito la "Villafranca" e nel loro seno varie sette tra cui ebbero importanza quelle dei "Calderari" e dei "Decisi". Questa situazione non poteva essere tollerata dal Regno delle Due Sicilie che nel 1818 inviò l’esercito, il quale sterminò le sette in un bagno di sangue nel quale trovò la morte anche "papa Ciru", figura originale di religioso. In quel tempo vi furono anche fermenti di modernizzazione e di ingrandimento della struttura cittadina che all’appuntamento con l’unità d’Italia contava circa 20.000 abitanti; nel frattempo il Palazzo Imperiali era diventato sede del Comune. Dopo il colera del 1867, riprese il fervore di attività per opere pubbliche e private, comunicazioni, fra le quali è opportuno ricordare la ferrovia Brindisi -Taranto nel 1886. Ragguardevole fu il sacrificio di vite che Francavilla corrispose nei due conflitti mondiali di questo secolo oltre che alla causa della resistenza. Francavilla Fontana conta oggi 36.700 abitanti.

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