
| Palazzo Imperiali: particolare del loggiato foto T. D'Ambrosio
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- Castello (Palazzo Imperiali); costruito da Antonio del Balzo Orsini, principe di Taranto, nel 1450 ed ampliato nel 1536 dal marchese di Oria Gian Bernardino Bonifacio. Nei primi decenni del XVIII secolo con Michele III Imperiali la struttura diventa imponente perdendo le connotazioni di fortezza che lo aveva fino ad allora caratterizzata, divenendo comoda e principesca dimora. Dopo la morte dell’ultimo Imperiali, Michele IV, nel 1782, e le controversie che ne seguirono tra il demanio e il principe di Latiano Vincenzo Imperiale, il palazzo fu abbondanato. Nel 1821 divenne sede del comune. Ha pianta rettangolare, merlato e circondato da fossato. Sul centro della facciata del lato est, corre un bel loggiato seicentesco in stile barocco a quattro arcate riccamente decorate. Da un ampio portale del ‘700 si accede al cortile a portico con colonne, loggia e un fonte batessimale. Nel salone di rappresentanza vi è un caminetto in pietra leccese con lo stemma degli Imperiali.

| Chiesa Matrice foto F. Clavica
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- Chiesa Matrice; la famiglia Imperiali, dopo il terremoto del 1743, che distrusse l'antica Chiesa eretta sul luogo del ritrovamento dell’immagine della Madonna della Fontana, edifico' l'attuale Chiesa Matrice che venne aperta al culto nel 1759. La facciata che ricorda motivi architettonici borrominiani, presenta un corpo centrale aggittante e slanciato che termina con lesene laterali portanti le ali, più strette e squadrate, ad arretrare frontalmente. Due trabeazioni che tagliano orizzontalmente la facciata, creano un primo ed un secondo ordine, quello terminale chiuso dal timpano. Nell’ordine inferiore si aprono tre porte; imponente l’ingresso centrale costituito da un bel portale. Due volute laterali, ai lati delle quali sono poste le statue di San Pietro e di San Paolo, raccordano il primo con il secondo ordine. Ha pianta a croce greca con la cupola all’incrocio dei bracci, nella quale si aprono otto finestre. All’interno numerose le tele, tra le tante: la Sacra Famiglia e le Anime del Purgatorio del Carella detto il "Tiepolo pugliese". Nel cappellone della Madonna della Fontana, patrona della città, si conserva l’omonima icona della leggenda, la Vergine col Bambino, di stile bizantino più volte rimaneggiata, oggetto di profonda venerazione.
- Santuario di Maria Santissima della Croce; la chiesa, extra moenia, è a croce latina a tre navate, a seguito dell’ampliamento della seconda metà del ‘600 che incorporò la preesistente del secolo precedente, della quale è possibile osservare la primitiva facciata sul lato ovest della costruzione attuale. Adiacente alla chiesa un convento, anch’esso ampliato nello stesso periodo. All’interno, pregevoli altari barocchi in legno intagliato, sculture e tele. Sull’altare maggiore è posta l’icona della Madonna con il Bambino con una croce nella mano destra; la sacra icona bizantina secondo una leggenda avrebbe ridato la vista a un cieco. Interessante il chiostro e gli affreschi delle volte della portineria del convento.
- Chiesa di San Eligio; ricostruita e ampliata, a seguito della distruzione del terremoto del 1743. A navata unica, con campanile a vela e campane della seconda metà del XVIII secolo. La facciata è stata interamente rifatta nel 1950.
- Chiesa dell’Immacolata; alla facciata che richiama temi rinascimentali, fu costruita su disegno del Fumagalli nel 1856 a seguito della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. A croce greca, con in origine sette altari in marmo, diventati tre a seguito del restauro del 1968. È possibile ammirare alcune tele del pittore francavillese Antonio Longo e la statua dell’Immacolata scolpita a Napoli nel 1867, sull’altare maggiore.
- Cappella Santa Maria di Loreto (Arco Loreto); la cappella, ubicata in fondo ad Arco Loreto, mostra elementi appartenenti a ordini architettonici differenti (gotico nel portale, neoclassico nel resto della facciata). La originaria fu costruita nel XVI secolo.
- Chiesa Di San Biagio e Ospedale Fatebenefratelli; ricostruita sulle fondamenta della chiesa seicentesca, distrutta dal terremoto del 1743, con l’annesso convento - ospedale dell’ordine dei Fatebenefratelli. Dal 1952 la chiesa è chiusa al culto.
- Torre dell’Orologio; del 1756, di aspetto elegante e slanciato. L’attuale sistemazione del quadrante è del 1878, in origine, il quadrante dell’orologio era rivolto verso l’antica piazza del Sedile.
- Porta Cappuccini; del XVIII secolo, posta a chiusura della cinta muraria degli Imperiali, segnava il confine nord di Francavilla, è l’unica della tre porte superstiti ad arco ribassato.
- Porta del Carmine; costruita nel 1640, ha tre fornici; sui due laterali più piccoli, sono inserite cornici decorate. La porta del Carmine sopravvisse, insieme con quella della Croce e dei Cappuccini, alle numerose demolizioni che non risparmiarono le porte di Pozzano e delle Paludi.
- Porta Della Croce; fu costruita nel 1714 e a un unico fornice. La chiave dell’arco è decorata con lo stemma della città.
- Palazzo Sedile; sino al 1821 sede del comune. Oggi sede della Biblioteca Comunale "Giovanni Calò". Il palazzo al piano superiore conserva un bel loggiato rinascimentale.
- Chiesa di San Salvatore; conosciuta anche come chiesa di S. Rita per una statua conservata nel suo interno. La chiesa originaria fu abbattuta nel 1878. La nuova è in stile neoclassico. Ricorda solo nel nome l’antico casale di S. Salvatore che insieme ai casali vicini costituì il primo nucleo di Francavilla.
- Chiesa e Collegio di Sant’Alfonso De’Liguori; l’attuale chiesa, rimasta incompiuta sino al 1924, sorge sull’impianto di uno dei manufatti architettonici più antichi della città, risalente al 1322. In quell’epoca, infatti, il Principe Filippo d’Angio volle che nei pressi del luogo dove fu ritrovata l’icona della Madonna della Fontana, fosse costruito un convento dei francescani con chiesa adiacente. Nel 1854 la chiesa fu abbattuta dai padri liguorini, subentrati ai francescani, i quali iniziarono una nuova costruzione che non fu mai da loro terminata. L’interno è ricco di fregi in oro, stucchi e decorazioni. Nel convento è conservato un crocifisso del XVIII secolo, una biblioteca con incunaboli e un manoscritto di San Carlo Borromeo.
- Chiesa di Santa Chiara e Convento; la chiesa di stile neoclassico, del 1836, ricostruita dopo l’abbattimento di una preesistente di inizio secolo XVII, ha pianta poligonale e una facciata con ai lati del portale due coppie di lesene ioniche su bassi basamenti come le due laterali. Il timpano occupa solo la zona centrale della facciata. All’interno della sagrestia si conservano i simulacri dei Misteri portati in processione il Venerdì Santo. Del convento delle clarisse del XVIII secolo, annesso alla chiesa, oggi rimane visibile la torre campanaria e una parte del porticato.
- Chiesa di San Giovanni Battista; la chiesa medievale del 1430, recuperata nel 1991, ne ingloba una precedente a porticato del X secolo, della quale si conserva l’acquasantiera. Al suo interno si intravedono ancora parti di affreschi.
- Chiesa di San Sebastiano e Convento Delle Scuole Pie; la costruzione terminata nel 1703, con semplice facciata e cupola maiolicata del 1728, appartenne agli scolopi, fondatori delle Scuole Pie a Francavilla. Lo stemma dell’ordine dei Padri Scolopi è posto sull’architrave del portale d’ingresso. Sul lato sinistro della facciata, si trova il campanile con una bifora centrale. Magnifici gli altari barocchi al suo interno. Il convento fu sede delle prestigiose Scuole Pie che portarono a Francavilla i giovani delle più illustri famiglie della provincia. Nell’istituto studiò anche il Beato Bartolo Longo di Latiano fondatore del santuario di Pompei. I Padri Scolopi lasciarono definitivamente il convento nel 1869. Oggi nell’ex convento è allogata una scuola media.
- Chiesa dello Spirito Santo; dai canoni architettonici borrominiani. Ricostruita dopo il terremoto del 1743. La facciata dalla parte centrale avanzata che arretra poi nelle ali concave. Le finestre dell’ordine superiore presentano un balconcino ondulato; la cuspide con guglie, presenta un occhio, in cui era sistemato l’orologio, e una monofora che lo sormonta. L’interno è a tre navate con volte a stella.
- Chiesa del Carmine; a croce latina e ad una sola navata. Rimane ben poco della vecchia costruzione dei padri carmelitani, quello che vediamo oggi è il risultato dei restauri del 1895. La facciata priva di timpano ricalca motivi rinascimentali.
- Chiesa della Madonna delle Grazie: della seconda metà del ‘600, a pianta centrale.
- Chiesa di San Nicola; conosciuta anche come chiesa de "li Munaceddi", perché adiacente al Conservatorio delle orfane fondato da Govan Battista Imperiali nella seconda metà del 1700.
- Chiesa dei Sette Dolori; vecchia Cappella in località Cretarossa che ha subito nel corso degli anni vari rifacimenti.
- Palazzi; molteplici le belle dimore dei secoli scorsi delle illustri famiglie francavillesi che è possibile ammirarare passeggiando per la cittadina, tra le tanti ricordiamo: Palazzo Bottari – Margarita (ora Carissimo); Palazzo Caniglia (ora Incalza); Palazzo Basile – Di Castri; Palazzo Carrieri; Palazzo Forleo (ora Cafaro); Palazzo De Fazio (ora Fanelli); Palazzo Clavica (ora Clavica – Guarini); Palazzo Formosi; Palazzo Barbaro – Forleo; Palazzo Argentina.
- Ville e Casine rurali; costellano il territorio rurale francavillese, legate per lo più alla tradizione della villeggiatura in campagna che si sviluppò a partire dalla seconda metà del ‘700. Delle vere perle che ben si fondono con il paesaggio agrario, architetti e maestranze qualificate vi lavorarono per renderle belle e confortevoli.
- Masserie ; presenti in numero notevole nell’agro francavillese, alcune sono ormai diroccate, altre disabitate, molte ancora vive e pulsanti. Tra le tante ricordiamo: Bottari, Carlo di Noi Inferiore, Carlo di Noi Superiore, Giovannella, Tredicina, Palmo, Buontempo, Cantagallo, Torricella, Santa Croce Superiore, Santa Croce Inferiore.
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